“Voci di pietra” la splendidissima Catania al Castello Ursino

CATANIA – Recita così un’epigrafe in mostra al Castello Ursino dove il sindaco di Catania Enzo Bianco, accompagnato dall’assessore alla Cultura Orazio Licandro, ha inaugurato la mostra permanente “Voci di Pietra” nel Castello Ursino.
La mostra “Voci di pietra” è il risultato finale di un progetto dal titolo “Epicum”, finanziato con i fondi del Patto per Catania e realizzato con la collaborazione dell’Istituto di Scienze e tecnologie della cognizione del Cnr, rappresentato nella figura del professore Rino Falcone, la Cattedra di Storia antica della Faculty of Classics dell’Università di Oxford (Dipartimento TORCH) e il Liceo artistico M.M. Lazzaro in alternanza scuola lavoro. La mostra presenta una selezione di 35 epigrafi della collezione epigrafica del Museo Civico Castello Ursino, scelte con la supervisione scientifica del professore Jonathan Prag, docente di Ancient History al Merton College dell’Università di Oxford, responsabile del progetto “I Sicily” di catalogazione di tutte le epigrafi siciliane. L’esposizione racconta eventi privati e pubblici della Catania romana, attraverso i testi iscritti, dalla leggenda dei Fratelli Pii agli interventi di restauro delle terme, alle storie commoventi dell’epigrafia funeraria con i primi riferimenti al culto di Agata e presenta diversi aspetti digitali, sia come mostra virtuale pubblicata sul sito web EpiCUM, sia attraverso l’utilizzo di strumenti digitali per ricostruzioni 3D di reperti e video. Il progetto si è configurato come attività di alternanza scuola-lavoro, con la supervisione delle docenti referenti Donata Musumeci e Melita Leonardi. La prima tappa di attuazione ha previsto l’attività di pulitura delle epigrafi, il riscontro catalografico e la digitalizzazione da parte degli allievi della classe III A, guidati dalla docente tutor Serena Agodi e da parte degli studenti della III B, guidati dalla docente tutor Concetta De Grandi. L’esperienza svolta è stata particolarmente proficua anche grazie all’accoglienza attenta e solerte delle tutor interne del Museo, le dottoresse Stefania Camarda e Floriana Cappadonna, ed è stata arricchita dall’innovativa modalità di fruizione del Museo, che, accogliendo gli studenti come studiosi, ha offerto loro la reale esperienza della complessità gestionale, amministrativa e scientifica di un museo. I ragazzi hanno infatti lavorato a contatto con gli uffici della direzione del Museo, negli ambienti della biblioteca e del magazzino, condividendone i ritmi lavorativi. Hanno percepito la vitalità del Museo con la rotazione delle collezioni, sempre aggiornate, nelle sale, con la presenza delle grandi mostre, come quella del “Museo della Follia” allora in atto; ne hanno apprezzato la bellezza, esplorando anche luoghi abitualmente non fruibili dal comune visitatore. Gli allievi hanno inoltre avuto l’occasione non prevista di assistere a lezioni teorico- pratiche della restauratrice Roberta Ventimiglia. Hanno sperimentato a turno le tecniche del restauro conservativo di un dipinto del XVII sec., collaborando alla pulitura con bisturi, stiratura a caldo, preparazione e rifoderatura della tela ed hanno infine assistito alla “svelinatura” della pellicola pittorica. Tutte queste sollecitazioni hanno notevolmente arricchito il bagaglio di esperienze degli studenti, fornendo loro una nuova consapevolezza della varietà di possibilità professionali, che i Beni Culturali offrono ai giovani. Il percorso ha inoltre dimostrato un alto valore formativo, contribuendo a fornire non solo nuove competenze e conoscenze specifiche dell’ambito della catalogazione, dell’archeologia e dell’epigrafia latina, ma soprattutto potenziando le competenze trasversali, cui la scuola mira innanzi tutto, come la capacità di decodifica dei testi, di selezione dei dati, problem solving, capacità di lavorare in gruppo e di comunicare, spirito di collaborazione e di iniziativa, apprendimento tra pari, autonomia decisionale ed organizzativa, adattamento a luoghi e ritmi diversi, capacità di concentrazione. Nel feedback richiesto ai ragazzi oltre i punti di forza già elencati, è stato espresso il piacere di lavorare in gruppo, di fare scuola fuori dalla scuola, di toccare con mano reperti archeologici ed opere d’arte da loro sinora studiate solo sui libri. E’ significativo evidenziare che tutti i ragazzi convergevano su un unico punto di debolezza: la brevità dell’esperienza dell’Alternanza Scuola-Lavoro.
Nell’intervista i due professori, Falcone e Prag hanno puntualizzato che l’uso dei nuovi mass-media permetterà la fruizione, tramite il sito web EpiCUM da parte degli studiosi, degli studenti e dei visitatori. La magnifica opportunità darà la possibilità di poter scegliere tra le epigrafi restaurate in una tematica trasversale per argomento politico, sociale e di costume visto l’impossibilità di poter esporre l’enorme patrimonio della città di Catania, di cui ancora abbiamo svelato una piccola parte. In attesa di una maggiore sensibilizzazione nei confronti di chi custodisce i nostri tesori i professori hanno cercato in maniera esemplare di risuonare sull’orgoglio delle tradizioni di cui fa parte il nostro patrimonio ahimè a volte troppo occultato a causa dei vari strati da cui è composta la nostra città.

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