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Università: l’Italian Ensemble all’inaugurazione dell’anno accademico

Lucio Battisti ed Ennio Morricone, con Vivaldi e Bellini, quest’anno hanno fatto da colonna sonora all’inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo catanese, il 583esimo dalla sua fondazione. La solenne cerimonia si è tenuta nell’aula magna “Santo Mazzarino” del Monastero dei Benedettini e ha sancito la simbolica unione di due eccellenze catanesi: l’Università e l’Ente Lirico Teatro Massimo Bellini. Infatti sei professori di quell’orchestra hanno suonato per il Siculorum Gymnasium e, riuniti nel gruppo chiamato Italian Ensemble, hanno rielaborato in chiave classica e popolare il repertorio musicale italiano più noto, trascurando i confini tra musica “forte” e pop. L’esibizione musicale ha avuto come punto di forza gli arrangiamenti, assai accattivanti, elaborati dagli stessi musicisti. Determinante è stato anche l’uso della fisarmonica, della chitarra, del mandolino e di strumenti non canonici in un’orchestra. L’esito si è rivelato una miscela eccellente, considerata l’abilità degli esecutori (Luigi De Giorgi responsabile artistico, Adriano Murania, Salvo Domina, Davide Galaverna, Alessio Nicosia e Vadim Pavlov), il loro affiatamento (l’Italian Ensemble si è costituito nel 2008) e la popolarità dei brani prescelti: la celeberrima “Casta Diva” di Vincenzo Bellini; la travolgente “Czarda” di Vittorio Monti; il nostalgico tema di “Nuovo Cinema Paradiso” di Ennio Morricone; la sempreverde “Giardini di Marzo” di Lucio Battisti; la struggente colonna sonora del film “La vita è bella” di Nicola Piovani; la canzone di successo “Via con me” di Paolo Conte; un assaggio de “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi.
Tra un brano e l’altro si è svolta la cerimonia ufficiale, che ha segnato simbolicamente l’inizio del nuovo anno accademico, con modalità da secoli sempre identiche, legate alla tradizione dell’ateneo catanese: il mazziere ha preceduto il corteo del personale docente che, in abbigliamento accademico (toga e tocco), ha fatto ingresso nell’aula magna e sfilato davanti alle autorità civili e militari. Si sono susseguite le relazioni del rettore, del direttore generale e del rappresentante degli studenti, mentre la prolusione è stata affidata a Stefano Paleari (ordinario di analisi dei sistemi finanziari dell’Università di Bergamo).
Il concerto dell’Italian Ensemble, in questo contesto fastoso e appariscente, ha avuto la sua ragione d’essere. Emblematicamente è stato il momento saliente con cui l’Ateneo ha voluto dare una nuova immagine di sé, percepita dalla città anche attraverso la musica eseguita dagli orchestrali del Teatro Massimo Bellini. A Catania – si sa – né il Siculorum Gymnasium né l’Ente lirico sono all’apice della loro fortuna. Le ragioni sono tante e in parte conosciute. La rinascita delle due istituzioni culturali deve essere innanzi tutto morale. Le sfide per il futuro sono enormi. L’Università di Catania ha il grande obiettivo di essere accreditata nel 2020 dall’Anvur, cioè dall’agenzia nazionale che garantisce un adeguato livello di controllo sulla didattica, sui corsi di studio e sulle strutture di un ateneo. Il Teatro Massimo Bellini, da parte sua, ad ogni recita deve passare il vaglio del pubblico e deve guardare ai giovani per rinnovare la propria platea. Il concerto dell’Italian Ensemble in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico (che tutti -compresi gli studenti- possono rivedere nel web), servirà anche a questo.

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