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Terremoto Sicilia 1968 Gibellina Poggioreale di Gaetano Barbarino

Poggio reale Antica, città fantasma in provincia di Trapani. Il sisma del 1968 distrusse totalmente Gibellina, lasciando in mezzo al fango tantissime famiglie, senza dare scampo alcuno a tante altre. A Poggioreale, nel freddo Inverno di quella notte, ” triste e furfante, un terremoto fece crollare gran parte delle abitazioni, lasciando solo lo scheletro di esse.
Dal 2 Ottobre 2011, l’associazione #poggiorealeantica, grazie alla forza di volontà del presidente Giacinto Musso, dei fondatori e grazie all’opera dei tantissimi volontari, ha riportato in vita la storia e le tradizioni, ripercorribili attraverso una guida organizzata in quanto – lucchetti e cancelli di ingresso al paese, ne vietano l’accesso per ovvie precauzioni della ancora, non messa in sicurezza del sito.
L’Associazione ha lo scopo di svolgere, anche di concerto con la Pubblica Amministrazione pro-tempore e con le altre associazioni, azioni ed opere finalizzate alla promozione turistica e culturale del centro storico di Poggioreale.
Sono state ripulite strade, ammassi di pietre e quant’altro ostacolava l’accesso alle piccole viuzze. All’interno di qualche palazzo ancora in piedi, è possibile trovare tutto com’era quella notte, oltre ai rinvenimenti continui di oggetti e affreschi di opere che nel tempo rischiano inesorabilmente la distruzione totale.
A differenza di Amatrice, l’allora situazione politica fece sperpero indiscriminato di denaro e poco o niente fu dato a sostegno agli abitanti, costretti ad abbandonare tutto, oltre quello che avevano perduto.
La ricostruzione di Poggioreale Nuova offre altrettanto sgomento e senso di abbandono, la cementificazione ad opera di architetti che si sbizzarrirono a dare creare disegni estetici e meno sostanza agli edifici, anch’essi abbandonati per ovvi motivi di insussistenza ai residenti che non trovarono lavoro e supporto. Alcune opere finanziate non furono mai completate.
Questo documentario è il frutto di una ricerca e di una partecipazione diretta per sostenere l’associazione.
Grazie alla condivisione del filmato si darebbe un grande aiuto a chi ancora oggi sta facendo il possibile, affinché i competenti organi Regionali e Nazionali possano prestare attenzione e supporto a questa gente che fino a poco più di un decennio fa, era costretta a rivedere ” le baracche” realizzate a suo tempo.
Le fotografie e le interviste storiche sono state oggetto di ricerca e supporto per realizzare il filmato, potete trovarli sul sito ufficiale dell’associazione alla quale porgiamo, i nostri migliori auguri nel poter far diventare questa zona fruibile a tanti turisti, per tramandare di generazione in generazione la vera cultura contadina, con profumi, sensazioni, in un silenzio agghiacciante che accappona la pelle.

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