Banner Estate in Città

Il Teatro Stabile di Catania ha ancora un futuro

”Mi conforta una certezza: il teatro avrà sempre un futuro…” Così Mario Giusti, redattore capo della Rai, scomparso a 63 anni, il 14 settembre 1988, definiva la sua creatura, l’Ente Teatro di Sicilia, nato nel 1958 e divenuto nel 1962 “Teatro Stabile”, con la sua prima sede in via Umberto – dedicata ad Angelo Musco – che si avvaleva di 250 posti a sedere, implementata da un’altra sede aperta in via dello Stadio (oggi via Fava) di 609 posti e che prendeva il nome di “Teatro delle Muse”. Nel 1972, la sala verrà gravemente danneggiata da un incendio, ma nel giro di un anno, ricostruita e ribattezzata “Teatro Verga”.
Non sono sconosciute a nessuno le vicende che hanno gravemente nociuto ad uno dei teatri più importanti d’Italia: il teatro dei Catanesi, di quella borghesia colta che faceva registrare il tutto esaurito alle prevendite e completare rapidamente la campagna degli abbonamenti, che ospitava corsi di recitazione, studi monografici, rassegne a latere, premi dedicati; quel teatro la cui polvere era stata solcata da attori come Turi Ferro, Ida Carrara, Pippo Pattavina, Tuccio Musumeci, l’indimenticata Mariella Lo Giudice, Fioretta Mari; quel Teatro per il quale si erano spesi Sciascia e Fava, scrivendo soggetti originali…quel teatro, in questi ultimi anni, flagellato da gravi vicende organizzative e finanziarie. Ma, come quando si cerca di dimenticare un fatto triste, è bene cambiare argomento, ritengo che sia bene e di buon auspicio parlare della sua rinascita, del suo rifiorire, in occasione della sessantesima edizione.
Lunedì 28 agosto 2017, negli uffici del Centro fieristico Le Ciminiere, si è riunito per la prima volta il nuovo Consiglio di amministrazione ed il presidente, Carlo Saggio ha dichiarato: «Dal primo incontro– è emerso l’affiatamento del gruppo dei membri che compongono questo Cda e la convergenza sulle priorità da affrontare in sinergia con il collegio dei revisori, nel rispetto dei rispettivi ruoli. In quest’ottica incontreremo in tempi brevissimi i lavoratori, i sindacati e gli stakeholder. Tra gli impegni di maggior urgenza e rilievo c’è ovviamente quello di portare a compimento e a buon fine l’opera di risanamento finanziario pianificato dall’articolato e fondamentale lavoro compiuto dal commissario Giorgio Pace. Al contempo provvederemo a completare l’organigramma previsto dallo Statuto con la nomina della figura del direttore, che individueremo attraverso una procedura di evidenza pubblica. Soprattutto, a motivare il Consiglio è la volontà di operare nell’interesse esclusivo dell’istituzione e di proseguire nel percorso del suo rilancio in ambito regionale e nazionale, con un’azione responsabile che coniughi all’offerta artistica e culturale una concreta apertura alla società civile. A guidare le nostre scelte sarà il bene superiore del Teatro Stabile di Catania e una progettualità all’altezza del ruolo che gli compete in forza della sua storia ultracinquantenaria».
La rassegna verrà avviata il 17 Ottobre prossimo con un lavoro classico, ma di grande tradizione ed impatto evocativo: “Sei personaggi in cerca d’autore”, prima opera della trilogia “Teatro nel Teatro” di Luigi Pirandello (“Questa sera si recita a soggetto” e “Ciascuno a suo modo”), rappresentata e non compresa per la prima volta il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma. La storia narra che, durante le prove di una commedia di Pirandello, “Il gioco delle parti” , il capocomico ad un certo punto vede catapultarsi, in una dinamica impazzita, una comitiva di sei persone, “personaggi”, appunto. Una nucleo familiare quasi allargato composto dal Padre (Michele Placido), sua moglie (Guja Ielo), i figli, una figliastra, un Giovinetto ed una Bambina. I personaggi penetreranno la finzione della rappresentazione con la verità della loro storia al punto che il capocomico si determinerà a rappresentarla al posto dell’altra.
Nel 1921, il pubblico romano, forse impreparato alle sperimentazioni, al grido di “manicomio! manicomio!”, stroncò l’opera cosicché Pirandello per le successive rappresentazioni si avvalse di una premessa illustrativa dei capovolgimenti narrativi che si sarebbero succeduti. Da allora, è il suo dramma più famoso e più rappresentato.
Regista ed interprete principale di questa attesissima edizione catanese che apre la sessantesima rassegna, è Michele Placido, subentrato nel ruolo del padre a Pippo Pattavina (per una divergenza nell’ adozione del dialetto per i dialoghi che originariamente sono in italiano). In accordo col desiderio di restituire alla luce ed ai catanesi il loro teatro (con la speranza che i catanesi rispondano numerosissimi), egli ha accolto la proposta d’interpretare il protagonista.
Michele Placido – sulla cui fama nulla di nuovo può essere detto – è attore gradito ai siciliani per l’illuminata interpretazione del commissario Corrado Cattaneo nella serie TV “La Piovra” di Damiano Damiani. Uomo colto, di indubbio fascino, perfezionista e puntiglioso, ha scatenato nell’immaginario nel pubblico, in attesa del prossimo 17 ottobre, una eccezionale curiosità: la sua presenza, come quella degli attori che siamo abituati a vedere al cinema o in tv, esaudisce il desiderio d’incontrare e conoscere gli uomini in carne ed ossa, di ascoltare la loro voce in diretta, di misurare la loro gestualità…Diceva Federico Garcia Lorca: “Il Teatro è Poesia che esce da un libro per farsi umana”.
Dopo “Sei personaggi in cerca d’autore”, in cartellone dal 17 al 29 Ottobre, la fascinazione proseguirà con i seguenti lavori: “Il giocatore”, coprodotto con il Teatro Bellini di Napoli, prende le mosse dall’introspettivo romanzo in cui Dostoevskij narra la sua dipendenza dal gioco. Alla sapiente penna di Vitaliano Trevisan trasporlo mirabilmente per la scena. Nel ruolo del titolo Daniele Russo, che si conferma tra gli attori di teatro più interessanti della scena attuale.
Altra produzione è la più recente fatica drammaturgica di Claudio Fava, “Il giuramento”, che racconta una storia molto toccante. Dopo l’enorme riscontro registrato dal TSC in tournée nazionale dalla precedente produzione “La pazza della porta accanto”, che ci ha proiettato nel mondo della sofferenza della poetessa Alda Merini, con questo testo Fava ci fa conoscere una vicenda nota a pochi ma di estremo valore: quella di Mario Carrara, professore universitario, passato alla storia come uno dei pochissimi docenti italiani che rifiutarono il giuramento di fedeltà al fascismo. A curare la regia il messinese Ninni Bruschetta, nel ruolo di Carrara il catanese David Coco.
Una coproduzione-evento, tra Teatro Stabile di Catania e Napoli Teatro Festival, è quella che vede il regista Roberto Andò adattare per il palcoscenico la sua ultima opera “In attesa di giudizio”. Lo spettacolo è concepito come una composita natura morta in cui, oltre alla triade che officia il mistero del processo – ossia l’avvocato, il giudice, il pubblico ministero – abitano le vittime e i loro carnefici, ma anche figure quali Cristo, Pilato, Socrate, Voltaire e … un gorilla. Protagonista assoluto Fausto Russo Alesi.
Discorso a sé merita “Invasioni”, allestimento che segna il consolidamento della collaborazione dello Stabile con l’associazione Neon. Diretti da Monica Felloni, gli interpreti di questa “invasione” sono attori, alcuni con disabilità, che lo Stabile ha voluto far propri, convinto del valore inclusivo che il fare teatro ha in una società.
Ultima proposta produttiva della stagione sarà “Un momento difficile” di Furio Bordon, protagonista Massimo Dapporto, per la regia di Giovanni Anfuso: una storia di rara delicatezza, in cui il pubblico, anche se con il sorriso, sarà reso partecipe di un dramma che oggi molti vivono.
Al pari delle produzioni anche le ospitalità in cartellone saranno legate da un filo conduttore teso tra tradizione e contemporaneità, impostazione che ha caratterizzato il progetto culturale dello Stabile etneo fin dalla sua nascita, alternando classici della drammaturgia universale a novità assolute.
Emma Dante e la sua Compagnia Sud Costa Occidentale apre la serie delle produzioni ospiti con “Bestie di scena”. Dopo il debutto di questa primavera a Milano, riprende in Sicilia la tournée dello spettacolo della regista e autrice palermitana, pensato per evidenziare la crisi che l’attore vive nel teatro contemporaneo.
“Una giornata particolare”, la straordinaria sceneggiatura cinematografica di Ettore Scola e Ruggero Maccari, diventa pièce teatrale nell’adattamento di Gigliola Fantoni portata in scena dalla regista Nora Venturini con due interpreti di spicco: Valeria Solarino, nell’indimenticabile ruolo che nel film fu di Sofia Loren, e Giulio Scarpati in quello del giornalista omosessuale, che valse a Marcello Mastroianni la candidatura all’Oscar come miglior attore.
Arturo Cirillo, affermato regista e attore napoletano, sarà presente con “Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’Neill, opera con la quale chiude il suo focus sulla drammaturgia statunitense. Accanto a lui, Milvia Marigliano, più volte candidata ai premi UBU come miglior attrice, e Peppino Mazzotta, affermato per le sue performance in cinema e in televisione.
“Una delle ultime sere di carnevale” ci porta nell’universo goldoniano visto dal regista Beppe Navello e interpretato da Antonio Sarasso, Maria Alberta Navello, Alberto Onofrietti.
Tra le compagnie ospiti due grandi signore del teatro: Pamela Villoresi, assieme a Claudio Casadio, in “Il mondo non mi deve nulla” di Massimo Carlotto, celebre scrittore di noir che ama prestarsi al teatro; e Ottavia Piccolo in “Occident Express” di Stefano Massini, con l’Orchestra multietnica di Arezzo.
A concludere il cartellone 2017/2018 sarà “Il Tamerlano” di Christopher Marlowe, in cui la visionaria regia di Luigi Lo Cascio s’incontra con l’energica e sanguigna interpretazione di Vincenzo Pirrotta.
Un programma di grande livello, pensato per confermare lo Stabile di Catania come uno dei crocevia più significativi del Teatro nazionale.
La campagna abbonamenti, iniziata da poche settimane per protrarsi fino all’inaugurazione di ottobre e oltre, ha già superato la soglia dei mille abbonati Tutte le informazioni necessarie si possono trovare sul sito web dedicato: www.teatrostabilecatania.it
“Il Teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco” (Victor Hugo).

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ti potrebbe anche interessare...