A Roma l’Assemblea di Liberi e Uguali

 

Si è svolto a Roma presso l’Hotel Ergife, l’assemblea programmatica di Liberi e Uguali, la lista composta delle tre formazioni politiche smarcatesi dal P.D. -Art. 1, S.I. , Possibile, convocata per discutere e approvare le linee programmatiche per le elezioni politiche del 4 Marzo. Definendo anche i criteri per individuare i canditati, selezionandoli domani e dopodomani in assemblee provinciali aperte ai cittadini. I criteri base già si conoscono; stop per chi ha già fatto due legislature, tranne delle deroghe, i rinviati a giudizio oppure condannati in via definitiva per mafia, terrorismo o altri reati altrettanto gravi non verranno accettati.
Sul tavolo della presidenza ci sono Pietro Grasso,leder della lista accolto da un fragoroso applauso, le capogruppo del Senato di Mdp e Si, Maria Cecilia Guerra e Loredana De Petris, e i segretari di Mdp, Si e Possibile, Roberto Speranza, Nicola Fratoianni e Pippo Civati.
Pietro Grasso nell’intervento illustra il succo del programma elettorale “abolire le tasse universitarie che rappresentano solo un decimo di quello che l‘Italia spende per attività dannose per l’ambiente” quindi provvedimento facilmente finanziabile. Sul Lavoro la battaglia sarà quella di abolire il Jobs Act che ha istituzionalizzato il precariato e tolto qualsiasi diritto dei lavoratori, “bisogna dare prevalenza ai contratti a tempo determinato”.
Grasso chiarisce che la lista rappresenta l’eredità di quei cittadini che 70 anni fa ci liberarono dalla dittatura riportandoci alla democrazia e ai valori della costituzione che va sempre difesa.
Un discorso quello di Pietro Grasso che pur non detto esplicitamente si rifà alle battaglie proprie della sinistra “ lavoro e diritti” battaglie che da tanto non si fanno più.
Quello che Grasso ne gli altri big della lista hanno detto, sono le alleanze dopo il voto, tutti sono concordi nel dire che se ne parla dopo il 4 marzo “siamo disponibili a parlare con il P.D. e il M.5.S sui temi del lavoro” Bersani :”parleremo con tutti tranne con la destra, per una questione di igene mentale”.
Questa di un possibile accordo post voto per la formazione del governo, tra Liberi e Uguale ,P.D. e M5S è una musica che spesso viene anticipata sia da esponenti, non renziani, del P.D. che da Di Maio del M5S.
Però un accordo Liberi e Uguali con il M5S sarebbe deleterio per la formazione di cui Bersani è uno dei leader, Bersani dimentica che proprio loro lo fecero defenestrare dal P.D. dopo la non vittoria del 2013? Bersani e gli altri leder di Liberi e Uguali dimenticano che Renzi e il renzismo sono figli del M5S? o forse hanno dimenticato il comportamento da Pasdaran tenuto in aula da parte di tutti i componenti di grillo.
Non dimentichiamoci che i Grillini sono figli di una ultra destra che aspetta il momento buono per sovvertire le istituzioni Democratiche italiane in cambio di una democrazia della rete assolutamente inesistente, quindi come può Liberi e Uguali “gli eredi di coloro che ci liberarono dalla dittatura” sedersi con coloro che non hanno rispetto della costituzione e delle sue istituzioni?
Un alleanza con il P.D. di Renzi credo sia deleterio non si può uscire dal P.D. per poi allearsi subito dopo per governare.
Quello che non è stato detto però è se dopo il voto si procederà alla fusione delle tre componenti di Liberi e Uguali, questo per i loro iscritti e i potenziali elettori di sinistra è una cosa grave che si sia omessa.

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