La Prima Medaglia Samaritana per la Pace e gli Aiuti Umanitari

Una notizia interessante ci giunge da Rawabi, la prima città palestinese sita tra Birra Zeit a Ramalla, dove una delegazione samaritana si è recata mercoledì scorso per assistere all’assegnazione della Prima Medaglia Samaritana per la Pace e i Soccorsi Umanitari conferita a Bashar ElMasri (Il Grande Costruttore) e fondatore  di Rawabi, la prima città palestinese.

 

I sacerdoti (rabbini) Abraham B. Phinhas e Yusef B. Tsedaka hanno ricevuto la delegazione con gli alti dignitari sul Monte Gerizim della Comunità Samaritana, tra cui Menashe B. Tamim Altif, Yusef B. ’Afif Altif e Chefetz B. Marchiv. Hanno presenziato anche Yitzhaq Altif, Segretario del Comitato della Comunità di Monte Gerizim e il suo membo Ben-Yehuda Altif. Tra gli altri Yahav Altif e Benyamim Tsedaka, il portavoce dei Samaritani nel mondo, con il fratello Yefet B. Ratson Tsedaka. Assente dalla cerimonia il Sommo Sacerdote Abed-El, che non vi poteva presenziare per motivi di salute.

La delegazione, colpita molto in positivo dalla nuova città palestinese di Rawabi, si è confrontata con una città nel suo sviluppo avanzato, che sarà completata in un paio d’anni, con alti condomini, un centro commerciale, un centro culturale, un anfiteatro dalla capienza di 15.000 posti a sedere, scuole, asili, giardini, cascate artificiali e quant’altro. La città fu costruita con incoraggiamento del governo di Israele in un documento a forma di lettera Q, la quale caratterizza gli inizi del Principato di Qatar che ha investito molti soldi nella costruzione della città. La città, popolata fino ad oggi giusto per il 10 % della sua capacità, raggiungerà il numero di 40,000 residenti.

Il leader politico Nassar ha sottolineato gli ostacoli iniziali nella costruzione di Rawabi in relazione al fatto che fu chiamato ”L’Occupatore Israeliano“. Ai Samaritani questi appellativi non possono essere attribuiti in quanto per una propria scelta politica non ne sono coinvolti, salvo che non ne vada di mezzo il loro futuro e la loro sopravvivenza. Rawabi, bisogna specificarlo, è l’unica nuova città palestinese in Medio Oriente e in tutto il mondo la quale, grazie alla politica di Israele, permette ai palestinesi di costruirsi una vita propria con le proprie mani, e vista da Israele come una costruzione positiva.

 

Alla cerimonia di assegnazione della Medaglia 5 persone della delegazione: Il Sacerdote Abraham B. Phinhas, rappresentante delle autorità palestinesi, il segretario Yitzhaq Altif, Signor  ElMasri e Beniamin Tsedaka, il Portavoce dei Samaritani nel mondo, ospitato a Catania l’anno scorso per delle conferenze sulla storia e le tradizioni della stirpe israelita dei samaritani su invito dell’Associazione Culturale ShamarVision di Claudio Samuele Schillaci.

 

Il Sacerdote Abraham B. Phinhas ha benedetto ElMasri con la benedizione degli alti sacerdoti, come è scritto in Numeri 6:22-27, e come di uso samaritano per una gioia maggiore.


Il Segretario Altif ha letto il curriculum vitae di ElMasri, e il giudizio con la motivazione per questo prestigioso premio che scaturisce dalle sue qualità  professionali ed umane.

 

ElMasri è il  nipote di un altro grande costruttore, Munib ElMasri, che a sua volta fu anche lui destinatario di una medaglia samaritana. In gioventù Bashar ElMasri (nato a Nablus) studiò con i giovani samaritani. La sua famiglia si trasferì poi in America dove si specializzò in costruzione delle grandi città, ma dopo una lunga serie di anni rientrò in patria per aiutare il proprio popolo.


Il rappresentante dell’autorità palestinese ha messo in chiara luce le migliori relazioni tra il governo palestinese e gli israeliti samaritani. Poi Benyamim Tsedaka ha consegnato la Medaglia al Signor ElMasri ricordando lo status speciale dei samaritani israeliti come ponte di pace tra Palestina e Israele.

Lo studioso e scrittore Ben Tsedaka ha sottolineato quanto sia importante una pacifica convivenza in questa regione per il futuro del suo popolo, ovvero i samaritani israeliti. Benyamin ha elogiato il notevole contributo di Bashar Elmasri per il raggiungimento della pace nella regione, avendo egli dato la grande opportunità a molte migliaia di dipendenti palestinesi di avere una propria residenza e un buon lavoro, il rispetto e la dignità umana. Da lì l’ idea di onorare Bashar ElMasri con la Medaglia Samaritana per la Pace e gli Aiuti Umanitari.

 

di Claudio Shamoowwel Schillaci

 

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