I Sindacati chiedono una gestione responsabile del dissesto

Tra un taglio del nastro e un discorso di saluto, il sindaco Salvo Pogliese trovi anche il tempo per incontrare CGIL-CISL-UIL-UGL e spiegare ai rappresentanti dei lavoratori cosa sarà dei pagamenti a dipendenti comunali, personale delle aziende partecipate e delle cooperative sociali, imprese fornitrici di servizi. E cosa intende fare per combattere lo scandalo dell’evasione fiscale. In questa condizione di dissesto finanziario e disastro sociale, poi, segnaliamo che è un dovere per gli amministratori comunali confrontarsi con le organizzazioni sindacali: ciò vale innanzitutto per l’assessore al Bilancio, che è anche vicesindaco. Diversamente, lo invitiamo a dimettersi! Altrettanto impegno sollecitano a Regione e Governo, in primo luogo ai rappresentanti eletti dai catanesi”. Lo hanno dichiarato i segretari generali di CGIL-CISL-UIL-UGL Catania, Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci al termine dell’ assemblea unitaria che s’è riunita oggi nella sala-convegni Uil “Mico Geraci” in via Sangiuliano.
Nel corso del dibattito, gli esponenti di CGIL-CISL-UIL-UGL e delle organizzazioni di categoria hanno manifestato l’allarme di lavoratori pubblici e privati, pensionati, cittadini “non solo per la gravità della vertenza-Catania ma anche per l’incomprensibile atteggiamento di rappresentanti dell’istituzione locale che dovrebbero rispondere con responsabilità al responsabile atteggiamento mantenuto sinora dai sindacati in coerenza con la propria storia”.
CGIL-CISL-UIL-UGL e le organizzazioni di categoria, dopo avere annunciato “lo stato di agitazione cittadina a sostegno di quello già indetto dalle sigle della Funzione pubblica locale”, hanno convocato per lunedì 10 alle 9.30 nella sede Cgil “gli Attivi unitari per valutare la risposta delle istituzioni politiche alle richieste sindacali e proclamare lo sciopero generale”. Intanto, sfidano l’amministrazione comunale “a mantenere gli impegni già assunti anche in fatto di scadenze per i pagamenti degli stipendi arretrati” e rivendicano “confronto finalmente serio, serrato, concreto”. Le organizzazioni sindacali, infine, si rivolgono al prefetto “perché convochi il tavolo di crisi assumendo tutte le iniziative necessarie a scongiurare uno stato di crescente e diffusa tensione che crea allarme per l’ordine e la sicurezza pubblica”.

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