volantino Shamar

I Samaritani

CATANIA – Anche quest’anno, per il terzo anno consecutivo, Catania avrà come ospite – su invito dell’Associazione ShamarVision – il professore Ben Sedaka, portavoce mondiale e docente di Torah e di lingua ebraico-samaritana nelle università. Oltre che uomo di pace e depositario di una cultura storica, Ben Sedaka è rappresentante ufficiale della comunità Samaritana Israelita che da secoli vive tra Holon e Nablus.
Sentir parlare dei Samaritani al giorno d’oggi suscita un certo stupore persino tra i cultori delle religioni e/o degli appassionati di tribù antiche, tra cui non tutti forse sanno che i samaritani esistono ancora oggi e coltivano, come hanno sempre fatto, le proprie tradizioni.
La parola “samaritano”, nota un po’ a tutti, riporta subito alle citazioni di Gesù nei Vangeli, che ne rivelano elogio e umiltà.
Una rappresentanza dei Samaritani vive a Nablus, parla arabo ed aramaico antico. Un altro grosso centro ha luogo a Holon, in territorio israeliano. Sta di fatto che non tutti sono israeliani, ma è pur sempre vero che tutti loro sono Israeliti o, più precisamente, discendenti o presunti discendenti delle tribù di Efraim e Manasse che, di ritorno dall’esilio assiro, hanno mantenuto usi e costumi risalenti ai tempi di Mosè e Giosuè.
Ecco perché essi non vengono definiti né si definiscono Giudei o Ebrei, bensì Israeliti, essendo discendenti dal regno di Israele che, dopo la morte di Re Salomone, si distaccarono dal regno di Giuda.
I loro testi sono scritti in ebraico-samaritano che è un misto tra ebraico antico prebabilonese e aramaico-assiro.
Il loro testo principale è proprio la Torah , che presenta circa seimila differenze col testo della Torah masoretica adottata dagli Ebrei Giudei e dalle Bibbie cristiane.
Oltre alla Torah, studiano su altri testi , considerati di gran lunga di importanza minore.
Scritti storici
• Samaritano Chronicle, The Tolidah (creazione al tempo della Abishah)
• Samaritano Chronicle, La cronaca di Giosuè (Israele al tempo del favore divino) (4° secolo, in arabo e aramaico)
• Samaritano Chronicle, Adler (Israele dal momento della disgrazia divina, finché l’esilio)
Agiografica testi
• Samaritano Testo Halakhic, The Hillukh (Codice di Halakha, il matrimonio, la circoncisione, ecc.)
• Samaritano Testo Halakhic, il Kitab al-Tabbah (Halakha e l’interpretazione di alcuni versi e capitoli della Torah, scritta da Abu Al Hassan 12° secolo E.V.)
• Samaritano Testo Halakhic, il Kitab al-Kafi (Libro di Halakha, scritto da Yosef Al Ascar 14° secolo E.V.)
• Al-Asatir -legendary testi aramaici dei secoli 11 e 12, che contiene:
• HaggadicMidrash, AbulHasan al-Suri
• HaggadicMidrash, Memar Markah – 3° o 4° trattati teologici secolo attribuita a Hakkam Markha
• HaggadicMidrash, Pinkhas sulla Taheb
• HaggadicMidrash, MoladMaseh (Per la nascita di Mosè)
• Defter, libro di preghiere di salmi, inni.

I samaritani considerano Sacro il monte Gerazim, differentemente dagli ebrei giudei che considerano sacro il monte Sion e questo è un particolare presente persino nei Vangeli (Gv 4, 1 – 26).
Essendo presenti da più di venti secoli a Nablus e da alcuni decenni a Holon, occupano spesso il ruolo di mediatori e pacificatori tra il governo israeliano e le autorità palestinesi che, tranne rari casi di disordini di brevissima durata, hanno goduto della stima e protezione del popolo arabo-palestinese.
Insomma, i Samaritani, godono ancora, dopo 2000 anni, di quella caratteristiche che viene intesa come “messaggeri di pace”.
L’Associazione ShamarVision, organizzerà anche quest’anno una serie di incontri con il Prof. Sedaka.
In attesa tratteremo una serie di argomenti di approfondimento riguardanti i testi e la cultura samaritana.

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