Festival dei Korti, premiato il garbo dell’Argentina

VIAGRANDE – Terzo ed ultimo appuntamento della decima edizione del Festival dei Corti che, in occasione della premiazione, si è trasferito a Villa Antonio Aniante (giornalista e commediografo, originario di Viagrande, morto nel 1983); sul palco sempre Simone Spitaleri e Carla Condorelli “in” caschetto turchese . Essi introducono il sindaco Francesco Leonardi che esprime la sua gioia nell’ospitare il festival ed il suo compiacimento nel valutare quanta persone abbiano seguito la rassegna e gremito gli spalti. Accanto a lui, l’avvocato Riccardo Di Bella – grazie alla cui intuizione nacque, dieci anni fa, l’idea dei Korti – che ricorda l’importante apporto della collaborazione dei ben 4 direttori artistici: Carlo Lo Giudice (storico presidente di giuria), Nicola Palmeri, Simone Spitalieri e Claudia Fichera.
Durante la serata, sono stati proiettati i corti vincitori delle precedenti edizioni: 2011, El mueble de las fotos – Giovanni Maccelli.; 2012, Perfetto – Corrado Ravazzini – Musica di Luciano Manzalini; 2013, Luminaris – Juan Pablo Zaramellai; 2014, Tacco 12 – Valerio Vestoso (Italia); 2015, Due piedi sinistri – Isabella Salvetti (Italia) ex aequo con In passing – Alan Miller & Emily Ferenbach (Canada); 2016, Bellissima di Alessandro Capitani (Italia) che successivamente si aggiudicherà anche il David di Donatello e l’attrice Giusy Lodi, il premio come Migliore Attrice protagonista.
Le proiezioni sono state intervallate da numeri di cabaret, di musica e circensi. Dopo la visione dei primi due corti, il palco viene riempito da otto tamburi africani, disposti a semicerchio, suonati da sette donne, guidate da Carlo Condarelli percussionista e fondatore di “Afro-Lab” sempre all’interno dei progetti ideati e realizzati dalle “Terre di Bò”. Dopo la coinvolgente e trascinante esibizione, Carlo Condarelli racconta i nuovi progetti che vedranno interessate persone con abilità diverse ed alcune ragazze di origine nigeriana sfuggite allo sfruttamento. <<Desidero ricordare ai ben pensanti che il pomodoro e le melanzane non sono prodotti tipici dell’Europa; che qualcuno, in tempi passati li ha portati rispettivamente dal Sud America e dall’India. Ciò per affermare che ogni cultura è il risultato di un incrocio con altre culture che inevitabilmente le hanno influenzate.>>
La Compagnia Joculares facente sempre parte dei laboratori creativi e didattici che prendono vita a Villa Di Bella, ci ha fatto tornare bambini con i semplici ma non meno stupefacenti giochi di prestigio con palla e birilli ad opera di Mr. Sardella, le esibizioni con gli hula hop luminosi di Monica Saso e con i numeri al nastro di Serena Ferla, maestra di danza acrobatica aerea.
Infine, conclusasi l’esibizione del cabarettista siciliano, il monologhista di “Eccezionale Veramente” Stefano Cairone, si procede alla proclamazione del Miglior Cortometraggio (premio 500 euro) e Miglior colonna sonora originale (Premio 250 euro), valutati da una una folta giuria – di esperti di cinema e cinematografia, giornalisti e critici di settore, registi e (semplici) appassionati della Settima Arte – presieduta dal critico Sebastiano Gesù, storico del Cinema Italiano, che ha scritto numerosi libri sul Cinema, docente di Storia e Critica del Cinema alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Catania e da eccellenti conferme come quella di Nello Pappalardo, giornalista, critico musicale ed insegnante di Lettere alla Scuola Cavour . Ed è proprio lui, nuovamente in compagnia di Carla Condorelli, Simone Spitaleri, il Sindaco Leonardi e l’avvocato Di Bella a leggere la motivazione della Giuria e della Direzione del Premio che spiega la vittoria quasi plebiscitaria di “Lila”, Argentina, che si aggiudica anche il premio per la migliore colonna sonora originale.
«Lila, il personaggio che dà il titolo al corto del regista argentino Carlos Lascano, è una tenera e splendida fanciulla che ama rendere più bello e godibile il mondo che la circonda, completandolo, aggiustandolo per mezzo dei suoi disegni e modificando in positivo la realtà, per dare al prossimo, e alla fine anche a se stessa, qualche momento di felicità e di gioia. Nell’agile dimensione multimediale attraverso cui si sviluppa questa semplice storia fatta di ottimismo e buoni sentimenti, convivono e ben si amalgamano animazioni, disegni e personaggi reali, assumendo nel complesso valori di alta poesia. Atmosfere un tantino retrò, una ricostruzione d’ambiente accurata e puntuale, insieme ad una efficace fotografia dai colori saturi, contribuiscono ad accrescerne il fascino e la gradevolezza».
Si conclude con il riproponimento del corto vincitore e Carla Condorelli, che dopo tre giorni, non ha perduto l’energia del suo sorriso, ringraziando tutti coloro che hanno lavorato, che hanno partecipato e che hanno seguito, rimanda l’appuntamento all’anno prossimo, per l’undicesima edizione, sempre ricordando che sorridere è un obbligo, prendere la vita con la giusta dose di ironia e leggerezza è un consiglio!

 

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