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Teatro: Don Giovanni o il convitato di pietra

CATANIA – Dal 13 al 15 ottobre debutta al teatro L’istrione Don Giovanni riscritto e diretto da Francesco Russo. Riportiamo la sua intervista: “Il “Don Giovanni”a cui assisterete questa sera, dunque è una proposta drammaturgica mai valutata dai drammaturghi in questione. Qui si accosta alla figura, ormai solida del Don Giovanni, in netto declino, una madre genitrice d’ogni sua devianza, Sgangarello, un servo accondiscendente, dichiaratamente tratto dalla commedia dell’arte, un alter-ego trionfante, Zanetta, una donna suo identico specchio, speculare in ogni sua azione, così nei pregi, così nei piaceri, così nei difetti, così nella follia, furba e truffaldina, modello d’emancipazione femminile, ante litteram, Ne consegue un’opera teatrale più umana, (senza nulla togliere alla bellezza e alla assoluta perfezione della versione di Molière da cui ho attinto) una figura del Don Giovanni più accostabile agli uomini d’oggi, protagonisti spesso d’agghiaccianti fatti di cronaca nera, insomma un uomo, per icona invincibile, ma per amor dell’arte e del piacere, eroe co-autore della propria distruzione. Don Giovanni è un famoso personaggio comparso per la prima volta nel 1631 nella commedia “El Burlador de Sevilla y convidado de piedra”di Tirso De Molina. Il personaggio è stato poi riutilizzato da vari autori del teatro e della letteratura. Il più celebre esempio è quello di Molière “Don Giovanni o Il convitato di pietra” che venne rappresentata per la prima volta a Palais Royal il 15 febbraio 1665 Puskin Byron e Zorrilla .La versione,sconosciuta invece a cui assistette in un teatro di Vienna il giovane Mozart appartiene ad un altro autore ossia, Giuseppe Gazzaniga, versione caduta purtroppo nel dimenticatoio, che ispirò invece Wolfgang, a scrivere, insieme a Lorenzo Da Ponte, la celeberrima opera lirica nel 1787, che rese poi celebre il personaggio in tutto il mondo. Noto con umiltà, che tutte le suddette versioni narrano il mito nella sua totale invulnerabilità, senza che esso abbia, dalla storia e dai personaggi,alcuna possibilità narrativa d’essere scalfito, escludendo ovviamente l’elemento comune ad ogni finale che vede il commendatore, ossia “Il convitato di pietra” giungere dall’inferno per prelevare Don Giovanni dai suoi piaceri e dai suoi vizi”. Con Valerio Santi, Francesco Russo, Concetto Venti, Irene Tetto, Cindy Cardillo e Eleonora Sicurella.

 

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