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Il corpo non mente

CATANIA – Lo psicanalista Franco Lolli, invitato dal centro Jonas, alcuni giorni fa ha tenuto al centro Zoo una Lectio Magistralis dal suggestivo titolo “Il corpo non mente – sessualità e inconscio”.
Lolli, membro analista ALIPSI, direttore scientifico IRPA Grottammare, Responsabile di Jonas San Benedetto del Tronto, è da moltissimi anni impegnato in un grande istituto di riabilitazione che si occupa di disabilità intellettive gravi. La sua attività professionale è stata quindi orientata a creare un ambiente in grado di trattare questo tipo di disabilità, così complesse nella loro unicità. In questo senso, sostenuto dalla profonda adesione alle teorie di Lacan, Lolli prosegue la propria sperimentazione in collaborazione con le altre figure professionali del Centro, dimostrando nel tempo quanto possa essere efficace un corretto e ben orientato lavoro di equipe nel trattamento della persona con disabilità intellettive.
La Lectio Magistralis che Lolli ha voluto affrontare con grande competenza, è stata preceduta da una presentazione chiara e molto precisa della Dott.ssa Melissa Idonia, filosofa e membro di Jonas.
Lolli ha argomentato a lungo su piacere e godimento, alla base del pensiero lacaniano, così come sul rapporto tra piacere e dis-piacere.
L’osservazione di persone con disabilità intellettive ha portato Lolli a riflettere a lungo sulla condizione primordiale che anticipa la costruzione della soggettività, l’incontro con l’Altro, il dolore della separazione, il piacere che segue il dispiacere, l’esperienza del bisogno e dell’appagamento. In sostanza Lolli sottolinea quanto l’esperienza di piacere comporti sempre una certa quota di delusione. Mentre invece il godimento sta nell’esperienza di tensione del desiderio mai completamente soddisfatta.
Al di là dell’esperienza del corpo delle persone con disabilità, potremmo desumere che in linea generale l’erotizzazione del rapporto con l’altro si fondi proprio nella insoddisfazione insita nell’esperienza di piacere, che quindi porta il soggetto alla sua ripetizione incessante per innescare per così dire un processo di “ritrovamento”. Interessantissimo poi il riferimento che Lolli fa all’esperienza dolorosa che spesso si connette (nell’esperienza delle persone con disabilità intellettiva) al godimento più intenso, una forma paradossale di piacere, e ci chiediamo se questa considerazione possa adattarsi analogamente ad esperienze coscienti di rapporti sadomasochistici, nella ricerca a volte parossistica di piacere con intensità crescente.
Questa interessante Lectio Magistralis di Lolli è stata senz’altro offerta a un pubblico di addetti ai lavori, molto seri e attenti, sia per i temi trattati che per il linguaggio estremamente tecnico, ma ha saputo lasciare spunti di riflessione anche a chi non è perfettamente addentro al pensiero Lacaniano.
Per chi volesse approfondire le tematiche trattate segnaliamo l’ultimo libro di F. Lolli dal titolo “Prima di essere io. Il vivente, il linguaggio, la soggettivazione” Orthotes, 2017

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