“Citta Insieme” commenta l’operazione Gorgoni

Pubblichiamo un comunicato dell’Associazione  “Citta Insieme”

Un sistema malato fino al midollo non può che generare mostri. Quelli che ci hanno raccontato ieri la Procura e la Dia di Catania dopo oltre un anno e mezzo di indagini nell’ambito dell’Operazione “Gorgòni”, impongono una seria riflessione su un settore amministrativo, quello della gestione e dello smaltimento di rifiuti, caratterizzato da una selva di norme, da procedure oscure persino per gli addetti ai lavori, e da un macchinoso apparato burocratico che hanno costituito – come già abbiamo detto in occasione di precedenti inchieste – il terreno fertile per amministratori e funzionari compiacenti con corruttori ed organizzazioni criminali.
La Magistratura farà il suo corso anche questa volta per accertare le responsabilità di ciascuno, ma dai nostri governanti ci aspettiamo chiarezza, subito. A cominciare da tutti gli altri appalti che vedono aggiudicatarie le due società coinvolte in questa inchiesta, l’ennesima che tocca il disgustoso mondo degli affari nei rifiuti.
Un settore nelle cui pieghe si annidano opportunità di business e di corruttela sempre più numerose e che attraversano l’intera filiera: dall’aggiudicazione dell’appalto, alle modalità di conferimento in discarica, dal rispetto delle condizioni contrattuali previste dai capitolati, fino alle erogazioni delle penali.
La magistratura, ancora una volta, ha acceso i riflettori su un sistema marcio fino al midollo. I cittadini aspettano risposte chiare sulla gestione passata di un settore strategico per la loro vita. In molte città, Catania tra queste, si attende il rinnovo degli appalti per i prossimi 5-7 anni. Non c’è più tempo.
CittàInsieme

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