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Catania, Buenos Aires del Mediterraneo per undici giorni

CATANIA – E’ giunta alla sua diciassettesima edizione, Il Festival Internazionale del Tango di Sicilia organizzato dall’Associazione “Caminito Tango Catania”. Le luci della sua ribalta si accenderanno dal 5 agosto sino al 16.
Angelo Grasso, l’Ingegnere del Tango, da me personalmente ribattezzato, ma soprattutto direttore artistico del Festival, nell’intervista rilasciatami, ha dichiarato: «Gli anni passano e il Festival Internazionale del Tango di Sicilia rimane una felice conferma tra gli eventi italiani e tra i Festival Europei più attesi e accreditati, fiore all’occhiello per la città di Catania. Dopo lo straripante successo dello scorso anno, torna, più cosmopolita e più spettacolare che mai, nelle storiche locations della “Plaza” del Lido Azzurro e del Romano Palace Luxury Hotel a Catania. I Numeri parlano per noi: 30 nazioni partecipanti; 12 regioni italiane; 8 le coppie di ballerini professionisti e pluripremiati. Arrivano da ogni parte del mondo gli aficionados (oltre tremila le presenze dell’edizione 2016) che parteciperanno alla “otto giorni” – dal 9 al 16 agosto – di lezioni di tango magistrali per tutti i livelli di competenza fra cui Argentina, Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda e poi ancora Austria, Danimarca, Belgio, Francia, Germania, Lituania, Svezia, Polonia, Bulgaria, Russia, Romania, Spagna, Svizzera, Inghilterra, Turchia, Egitto, Israele. Il Festival sarà preceduto dalla II edizione della Catania Tango Marathon (dal 5 all’8 agosto) che consentirà al popolo tanguero di “riscaldare i motori” ballando a tutte le ore con i migliori Dj del momento. Una no-stop di Tango con milonghe pomeridiane e serali, musica dal vivo ed eventi per ballare in spensieratezza e respirando un clima vacanziero».
«Tra le serate più attese – continua Angelo Grasso- quella dei due spettacoli: lo show di apertura il 9 agosto allo Zo-Centro Culture Contemporanee, che vedrà in scena i due Campioni Mondiali 2016 Hugo Mastrolorenzo e Agustina Vignau con il loro “Bailà, Venì, Volà”e poi il “Tango Suite 2017” che domenica 13 agosto terrà banco alla “Plaza” del Lido Azzurro che darà modo a chi non ne avesse già avuto occasione, di conoscere un cast stellare dal momento che si esibiranno tutte le coppie di Maestri del Festival, Joe Corbata e Lucila Cionci, Fernando Sanchez e Ariadna Naveira, Gustavo Rosas e Gisela Natoli, Neri Piliu e Yanina Quinones, Murat Erdemsel e Sigrid van Tilbeurgh, Joachim Dietiker e Michelle Marsidi e la mia partecipazione e di mia sorella Donatella come maestri dell’Accademia Proyecto-Tango Catania. La musica, ogni sera dal vivo, sarà a cura dell’ Ensemble Mariposa.” con la voce ospite Sandra Rumolino una delle più importanti cantanti delle più grandi manifestazioni internazionali di tango e a cura della Tango Harmony Budapest Orchestra, formazione che ha ormai alle sue spalle una brillante carriera di partecipazione ai più importanti festival internazionali di tango».
Quindi, Catania immersa per undici giorni in un’atmosfera magica piena di richiami al passato e densa di coniugazioni assolutamente locali.
Sino a cinque anni fa, il Tango Festival veniva anche ospitato nel Chiostro del Palazzo dei Minoriti in Via Etnea, sede della attuale “Città Metropolitana” e della Prefettura, e la sera, sino a notte inoltrata, le note di Gardel , Piazzolla, Pugliese, D’Arienzo si diffondevano in lungo e in largo nel centro storico ed le chiese ed i palazzi barocchi venivano animati da queste note inusuali e la gente che passeggiava e cenava nei numerosi locali aperti, godeva di un sottofondo fatto di evocazioni sconosciute: improbabili atmosfere profumate di malinconia e vizio. Note azzardate via via al suono di un “bandeneon” e chitarre che musicavano dei movimenti sperimentati, un po’ prestati dai balli da salotto più noti ed eleganti…Un “Caminito” che portava alla “la Boca” (quartiere di Buenos Aires prossimo al Porto e nel 1949 divenuto luogo di interesse storico nazionale), frequentato solo da migranti e prostitute…
Il Tango nasce come il grido di dolore per il distacco e l’isolamento di coloro (specialmente italiani) che si erano dovuti allontanare dalla loro terra per cercare lavoro in Argentina e che in un tentativo di aggregazione, affollavano la sera il porto, le cui torbide atmosfere per la presenza dei “bordelli” non erano certo preferite dalla gente bene e a cui i migranti erano invisi…la casa lontana, la famiglia lontana… il distacco, la frattura, per alcuni, l’abbandono. Il Tango cantato parla proprio di questa solitudine. Come le origini dei migranti mai più rientrati si sono perse nel tempo, anche la parola “tango” sembra non avere un’etimologia; essa riconosce il suo senso solo in quel “tangere” che è prorpio dei movimenti legati allo sfioramento dei corpi.
Come in un inevitabile divenire, il tango col tempo è stato imbastito da innumerevoli connotazioni tecniche ed artistiche che lo ha reso complesso ed impegnativo; ciò nonostante, tutti possono cominciare, a qualsiasi età ed anche in ragione di ciò oggi è tanto diffuso. Oltre ai benefici che se ne traggono per il corpo e lo spirito, il Tango conferisce una sensualità alla donna ed una postura all’uomo di una tale eleganza che chiunque all’interno del suo abbraccio riesce ad affermarsi come in nessuna altra circostanza si crei fuori dalle “Milonghe”…
L’uomo cammina fra le sedie ed i tavolini, nella luce soffusa intuisce (“mirada”) gli occhi di una donna , educatamente la cinge e le guida una combinazione… la donna si presta, seguendo ed assecondando, disegnando con le sue scarpe col tacco spesso un invisibile “otto” sul pavimento e come un gatto che si struscia, attorcigliando la coda, richiama la sua attenzione e lo conquista per brevi attimi legati alle magiche sequenze del tango…

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