Aggressioni nei pronto soccorso, la Ugl di Catania scrive al ministro Salvini: “Non più procrastinabile l’operazione “Ospedali sicuri”, indispensabile l’utilizzo dell’esercito.”

Quella delle aggressioni nei pronto soccorso è ormai una deriva pericolosa, causata non solo dal crescente senso di esasperazione dovuta alla non perfetta efficienza dei servizi, ma soprattutto alla dilagante prepotenza, sopraffazione e mancanza di rispetto nei confronti di chi è chiamato ad operare all’interno dei nosocomi portando una divisa. E’ quanto ha rappresentato al ministro dell’Interno Matteo Salvini il segretario generale territoriale della Ugl Giovanni Musumeci, con un’accorata lettera con la quale chiede l’attivazione di misure drastiche per contrastare questo fenomeno sempre più ricorrente a Catania e non solo. “A nome delle federazioni sanità, medici e sicurezza civile, che rappresentano i lavoratori che prestano servizio nei pronto soccorso, mi sono appellato alla sensibilità ed alla grande capacità di attenzione che il vicepremier nel corso del tempo ha mostrato nei confronti delle iniziative in materia di sicurezza. Non possiamo più tollerare che chi lavora in un ospedale debba vivere in un costante stato d’ansia e di paura, per una possibile aggressione, ma anche che gli aggressori rimangano praticamente impuniti. Per questo – aggiunge Musumeci – pur apprezzando gli sforzi fatti in questi mesi dagli organismi competenti per il potenziamento della videosorveglianza e dei vari servizi di ronda delle forze dell’ordine, non possiamo continuare a constatare come il problema sia in aumento. Occorre quindi una risposta forte che, come organizzazione sindacale, già due anni fa abbiamo proposto rimanendo di fatto inascoltati. Riteniamo non più procrastinabile l’istituzione dell’operazione “Ospedali sicuri” quale estensione dell’attività “Strade sicure” che a Catania città e non solo sta assicurando ottimi livelli di deterrenza contro la micro criminalità, grazie all’impiego continuo degli uomini dell’esercito. Auspichiamo, in questo senso, l’intervento del leader della Lega perché possa concordare con i ministri della Difesa e della Salute, nonché con la Regione Siciliana, un piano d’azione decisivo da associare ad un’immediata riforma delle leggi ancora oggi in vigore, per procedere ad un sostanzioso inasprimento delle pene per chi si permette di aggredire personale medico, paramedico e di vigilanza che lavora nei pronto soccorso, in ogni area dei presidi ospedalieri e nelle guardie mediche. Siamo certi – conclude Musumeci – che il ministro Salvini non farà cadere nel dimenticatoio il nostro grido di allarme, trovando tutte i possibili rimedi consistenti per tutelare gli operatori della sanità pubblica.”

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