volantino Shamar

Abusi su moglie e figli; la Polizia interviene

 

Ieri il commissariato di Nesima in collaborazione  con il reparto Reparto Prevenzione Crimine, ha effettuato un mirato servizio di controllo del territorio nelle zone di via Capopassero, via Ustica, via Pantelleria e via Galermo, principali arterie del quartiere di San Giovanni Galermo, al fine di contrastare i reati contro il patrimonio e gli illeciti al C.D.S..
Nel corso dei posti di controllo effettuati, sono state identificate 46 persone, controllati 21 veicoli, effettuati 5 posti di controllo fissi, elevati 13 verbali al C.d.S. (per un totale di € 2.300,00), ritirate 2 carte di circolazione, sequestrati amministrativamente 2 veicoli mancanti di copertura assicurativa e fermato amministrativamente 1 veicolo. Sono state, inoltre, controllate 2 attività commerciali, tra cui un chiosco bar itinerante ed una rivendita itinerante di panini, entrambe sanzionate per vari illeciti al Codice della Strada, per una somma totale pari a € 1.700,00; sequestrati tavoli e sedie utilizzati per la somministrazione degli alimenti.
Sempre ieri pregiudicato catanese V.D. (la polizia non ha fornito le generalità, ne la foto) nella giornata di ieri, è stato rinchiuso in carcere in esecuzione di un Ordine di Custodia Cautelare in Carcere emesso dal G.I.P. di Catania su indagini e accertamenti condotti dagli uomini della Divisione di Polizia Anticrimine della Questura, gli stessi che gli hanno ristretto la manette ai polsi.
La vicenda è stata seguita sin dall’inizio dal personale dell’Ufficio Minori e Stalking della Divisione che ha raccolto la denuncia della moglie, vittima, insieme ai figli minorenni, delle vessazioni fisiche e psicologiche, delle violenze e degli abusi dell’uomo che li aveva costretti a vivere in un clima di terrore, con costanti angherie e vessazioni.
E la Polizia di Stato, in considerazione della gravità del quadro venutosi a delineare, per garantire la sicurezza del nucleo familiare aveva già provveduto a collocare la donna e i suoi figli in una struttura protetta: un esilio della durata di 15 giorni, un tempo ristretto nel quale, però, l’Autorità Giudiziaria – grazie alle evidenze chiaramente risultanti dall’attività dell’Ufficio di Polizia – ha emesso il provvedimento restrittivo che ha condotto V.D. in carcere.

 

 

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