Arriva anche a Catania Economist Attack

di Accio Piaccio

Udite, udite! Arriva anche a Catania Economist Attack, il gioco per ridurre il debito di Catania! Lo ha importato il lider maximo di Cbc – non è una malattia rara, è un partitello che i Catanesi hanno sonoramente bocciato alle ultime amministrative – che ha organizzato una riunione in palestra che sembrava la pessima imitazione dell’esposizione dei dati di midterm da parte dell’Amministrazione comunale.
Con il consueto trionfalismo Iannittesco – quello che lo porta a parlare di “migliaia di partecipanti” quando sono sempre i soliti otto – è stato emesso un “comunicato” in cui si affermava che l’Assemblea aveva “discusso del futuro finanziario del Comune di Catania” e deciso di creare “una commissione partecipata e aperta per l’Audit del debito pubblico di Catania”.
La notizia ha ovviamente destato l’entusiasmo delle folle.
Poi qualcuno ha alzato il ditino e sono cominciati i dubbi.
E chi dovrebbe farlo? Matteo Iannitti? Ma se ogni volta che parla di finanza viene una stretta al cuore?
Allora, direte, questo Marco Bersani, presentato come un guru dell’economia?
Beh, a parte che, magari, avrebbe potuto mettere una felpa pulita, l’esponente di Attac kItalia in un filmato diffuso con il comunicato – anche qui Iannitti prima li contesta e poi copia i modi di comunicazione dell’Amministrazione comunale – dice cose terrificanti sui “Facilitatori dei grandi interessi finanziari sulla società” senza rendersi conto che si tratta degli alleati – magari solo temporanei, per carità – di Iannitti, ossia uomini della destra e altri personaggi come per esempio Maurizio Caserta, il quale ha prima certificato, con gli Stati generali, che i conti dell’Amministrazione Stancanelli erano fantastici, e adesso attacca l’attuale giunta caricata soltanto nel 2016 di oltre 20 milioni euro per debiti riferibili alle precedenti gestioni.
Ci chiediamo a questo punto se il piccolo rivoluzionario, prima di parlare di debito come “trappola artificiale”, ricordi che quello accumulato dalla destra di Scapagnini e Stancanelli riguardava prevalentemente piccole aziende catanesi che rischiavano di fallire?
No, questo lo ha scordato. O forse non se ne è mai preoccupato per via della sua condizione di figlio di famiglia, di eterno studente che gioca a fare il capopopolo senza avere mai lavorato un solo giorno.
“Noi paghiamo le tasse!” esclama infatti Iannitti nel videocomizio. Ma se non lavora, di che tasse parla? Di cose di cui non sa nulla, tant’è che afferma “Le tasse saliranno al massimo”. Sono già al massimo, Iannittino, le tasse, comprese quelle dei rifiuti.
Ma se la sua impreparazione è tanto palese, a che serve, allora, Iannitti?
Questo è ormai chiaro a ogni persona di buon senso: serve – come altri personaggi che, pur avendo perso le elezioni e malamente continuano da allora a far campagna elettorale – a far tornare in sella la destra.
Chiunque si rende conto che Cbc non potrebbe mai vincere le elezioni, è assolutamente palese a tutti che le sue proposte, anche sul piano economico, se va bene sono sballate e se va male vanno contro la legge.
In realtà l’unica cosa interessa a Iannitti è giocare al piccolo capataz, conquistare una minuscola ribalta, come se Catania fosse non la città in cui dobbiamo vivere tutti insieme, ma un Talent Show della politica.
L’unica cosa che gli interessa davvero – e alla fine, nel comunicato, lo afferma – è andare a scandire slogan durante la conferenza stampa dell’Amministrazione Bianco.
Ora, poiché tutto questo è ormai chiaro a tutti, a chi serve davvero il tanto rumore per nulla fatto da Iannitti.
Vogliamo dargli ancora il beneficio del dubbio rifiutando l’idea che sia un cinico dedito alla filosofia del “tanto peggio tanto meglio”, ossia quella che ha perpetrato sulla vicenda degli Asili nido comunali. Però vorremmo dirgli di svegliarsi e rendersi conto di essere soltanto uno strumento di interessi locali molto forti ai quali le sue “battaglie” risultano utilissime.
Sei tu, Matteo Iannitti, che, per la tua ingenuità, sentendoti tanto fico, finisci con l’essere un predone.
Un predone della verità.

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